XV Capitolo Generale dei Vocazionisti

(Estratto dalla lettera del Superiore Generale ai confratelli Vocazionisti per il XV Capitolo Generale)

Cari confratelli,

il Capitolo Generale non è semplicemente una riunione di un gruppo di religiosi elette in assemblea. È un momento che appartiene a tutti i membri dell’Istituto. I 42 religiosi che parteciperanno al Capitolo Generale nell’Agosto 2018 sono “delegati” che esercitano la loro funzione a nome di tutti i religiosi Vocazionisti. “Il Capitolo Generale dev’essere segno del vincolo di carità che intercorre tra i membri dell’Istituto.

“Esso rappresenta l’intero Istituto e quando in sessione esercita l’autorità suprema a norma del diritto comune e delle Costituzioni” (CIC, can.631).

Il tema del Capitolo
Il tema del XV Capitolo Generale è “identità e appartenenza del Vocazionista: dallo spirito giustiniano ai nostri giorni”.
Prendiamo a cuore la bussola che deve condurre la nostra assise perché “identità e appartenenza” sono la ragione stessa del nostro essere vocazionisti nella Chiesa e i due aspetti formano un tutt’uno, perché come ci ha ricordato il Papa Francesco, non esiste piena identità senza appartenenza a un popolo (GE 6).

Non dimentichiamo che rinnovamento nella chiesa significa ritorno alle origini, dove troviamo l’inspirazione iniziale senza la quale non possiamo vivere il presente né tanto meno costruire il futuro. Quell’azione iniziale era già proiettata per l’eternità, toccando ancora allo stesso Spirito, ma adesso con la nostra collaborazione, la capacità di rinnovare, adattare, aggiornare, sempre con fedeltà e creatività. L’ispirazione fondante non è contraria, anzi, è aperta alle nuove sfide del tempo presente.

Il XV Capitolo Generale ci chiama ad assumere quella identità e appartenenza senza le quali ci perdiamo e allo stesso tempo ad essere capaci di vivere questa stessa identità e appartenenza inserendosi in un contesto che richiedi creatività, adattamento, flessibilità e fedeltà. L’una e l’altra, è opera dello Spirito che opera in noi, quando glieLo permettiamo. Quindi, abbandonarci alle sue direttive è un buon esercizio di preparazione all’evento che ci avviamo a celebrare.

Il Capitolo generale della Congregazione nella Chiesa
Mi piace ribadire quel che il mio predecessore don Ludovico Caputo già ricordava nella preparazione al XIV Capitolo Generale, che cioè è necessario comprendere che un carisma non è dato, ma affidato; che esso non appartiene alla persona o al gruppo che lo riceve, ma alla Chiesa e da questa è affidato alla Congregazione (vedi decreto di approvazione) e dalla Congregazione deve poi essere attuato per il bene del popolo di Dio tutto intero e non per il bene soltanto dei membri che costituiscono attualmente l’istituto. Noi siamo i primi beneficiari, ma non i proprietari del carisma.

Il Capitolo non è dunque un affare privato. Si tratta di un evento ecclesiale che interessa la comunità cristiana tutta intera. Solo in questa prospettiva il capitolo potrà essere per noi religiosi Vocazionisti l’occasione privilegiata per assumere nuova coscienza dei nostri legami con la Chiesa, di cui per vocazione siamo servi, chiamati ad esercitare una parte della sua missione e con il mondo, al quale siamo inviati da Cristo.

Noi viviamo nella Chiesa, con la Chiesa e per la Chiesa e certamente non possiamo pensare il futuro della Congregazione staccato dai grandi cambiamenti per i quali passa la Chiesa. Una delle sfide che certamente non sfuggirà alla nostra attenzione è quella di una chiesa in riforma.

Nessuno deve arrivare al Capitolo Generale con la falsa idea che siamo stati chiamati semplicemente per forzare un’operazione di manutenzione o di salvaguarda della Congregazione! Compito nostro è soprattutto fare attenzione a che cosa lo Spirito ha da dire alla nostra Congregazione che certamente accadrà dentro di un contesto ecclesiale perché la Chiesa è molto più grande della nostra minima Società delle Divine Vocazioni.

Una Congregazione nata nella Chiesa, con la Chiesa e per la Chiesa non può sussistere senza la Chiesa quindi non può auspicare revisione e proiezione se non nella dinamicità della stessa Chiesa. Non possiamo rinnovarci, da Vocazionisti, senza lasciarci soffiare da quello Spirito che continua a rinnovare la Chiesa.

Ci ha ricordato P. Luigi Gaetani, ocd, Presidente del CISM che la Chiesa, attraverso l’Evangelii Gaudium e l’anno della vita consacrata, ha immesso energie e prospettive nuove, ha invitato i consacrati a non guardare troppo indietro ma ad essere grati per tutto quello che hanno vissuto in questi ultimi cinquant’anni, ha invitato a guardare avanti con speranza proponendo luoghi vitali sani, strutture più leggere, sistemi aperti, flessibili, capaci di generare fiducia e vita tra i membri e di raggiungere meglio l’umanità là dove si trova.

La Chiesa, e al suo interno la nostra Congregazione, è consapevole di quello stato di tensione inevitabile ad ogni spirito di cambiamento. La saggezza richiede equilibrio ma anche coraggio per non essere condizionato da chi ha paura del nuovo come si fosse un attentato alle tradizioni ma anche di chi disprezza la tradizione optando per ideologie.

Padre Antonio Rafael do Nascimento, SDV

Superiore Generale dei Vocazionisti

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