XV Capitolo Generale dei Vocazionisti

(Estratto dalla lettera del Superiore Generale ai confratelli Vocazionisti per il XV Capitolo Generale)

Cari confratelli,

il Capitolo Generale non è semplicemente una riunione di un gruppo di religiosi eletti in assemblea. È un momento che appartiene a tutti i membri dell’Istituto. I 42 religiosi che parteciperanno al Capitolo Generale, a partire dal lunedì 27 Agosto 2018, sono “delegati” che esercitano la loro funzione a nome di tutti i religiosi Vocazionisti. “Il Capitolo Generale dev’essere segno del vincolo di carità che intercorre tra i membri dell’Istituto.

“Esso rappresenta l’intero Istituto e quando in sessione esercita l’autorità suprema a norma del diritto comune e delle Costituzioni” (CIC, can.631).

Il tema del Capitolo
Il tema del XV Capitolo Generale è “Identità e appartenenza del Vocazionista: dallo spirito giustiniano alle sfide dei nostri giorni”.
Prendiamo a cuore, dunque, la bussola che deve condurre la nostra assise perché “identità e appartenenza” sono la ragione stessa del nostro essere vocazionisti nella Chiesa e questi due aspetti formano un tutt’uno, perché come ci ha ricordato il Papa Francesco, perché non esiste piena identità senza appartenenza a un popolo (GE 6).

Non dimentichiamo che rinnovamento nella chiesa significa ritorno alle origini, dove troviamo l’inspirazione iniziale, senza la quale non possiamo vivere il presente né tanto meno costruire il futuro. Quell’azione iniziale già proiettata per l’eternità ed animata dallo Spirito, adesso, con la nostra collaborazione, si rafforza con la capacità di rinnovare, adattare, aggiornare, sempre con fedeltà e creatività. L’ispirazione fondante non è contraria, anzi, è aperta alle nuove sfide del tempo presente.

Il XV Capitolo Generale ci chiama ad assumere quella identità e appartenenza senza le quali ci perdiamo, e allo stesso tempo ad essere capaci di vivere questa stessa identità e appartenenza inserendoci in un contesto che richiede creatività, adattamento, flessibilità e fedeltà. L’una e l’altra, è opera dello Spirito che opera in noi, quando glieLo permettiamo. Quindi, abbandonarci alle sue direttive è un buon esercizio di preparazione all’evento che ci avviamo a celebrare.

Il Capitolo generale della Congregazione nella Chiesa
Mi piace ribadire quel che il mio predecessore don Ludovico Caputo, SDV già ricordava nella preparazione al XIV Capitolo Generale, che cioè è necessario comprendere che un carisma non è dato, ma affidato; che esso non appartiene alla persona o al gruppo che lo riceve, ma alla Chiesa e da questa è affidato alla Congregazione (vedi decreto di approvazione) e dalla Congregazione deve poi essere attualizzato per il bene dell’intero popolo di Dio e non per il bene soltanto dei membri che costituiscono attualmente l’istituto. Noi siamo i primi beneficiari, ma non i proprietari del carisma.

Il Capitolo non è dunque un affare privato. Si tratta di un evento ecclesiale che interessa la comunità cristiana tutta intera. Solo in questa prospettiva il capitolo potrà essere per noi religiosi Vocazionisti l’occasione privilegiata per assumere nuova coscienza dei nostri legami con la Chiesa, di cui, per vocazione, siamo servi, chiamati ad esercitare una parte della sua missione, e con il mondo, al quale siamo inviati da Cristo.

Noi viviamo nella Chiesa, con la Chiesa e per la Chiesa, e certamente non possiamo pensare che il futuro della Congregazione sia staccato dai grandi cambiamenti attraverso i quali passa la Chiesa. Una delle sfide che certamente non sfuggirà alla nostra attenzione è quella di una chiesa in riforma.

Nessuno deve arrivare al Capitolo Generale con la falsa idea che siamo stati chiamati semplicemente per forzare un’operazione di manutenzione o di salvaguardia della Congregazione! Compito nostro è soprattutto fare attenzione a che cosa lo Spirito ha da dire alla nostra Congregazione.

Una Congregazione nata nella Chiesa, con la Chiesa e per la Chiesa non può sussistere senza la Chiesa, quindi non si può auspicare revisione e proiezione se non nella dinamicità della stessa Chiesa. Non possiamo rinnovarci, da Vocazionisti, senza lasciarci avvolgere dal soffio di quello Spirito che continua a rinnovare la Chiesa.

Il padre Luigi Gaetani, ocd, presidente del CISM ha affermato che la Chiesa, attraverso l’Evangelii Gaudium e l’anno della vita consacrata, ha immesso energie e prospettive nuove, e ha invitato i consacrati a non guardare troppo al passato: essendo grati per tutto quello che abbiamo vissuto  in questi ultimi cinquant’anni, bisogna guardare avanti con speranza, proponendo luoghi vitali sani, strutture più leggere, sistemi aperti, flessibili, capaci di generare fiducia e vita tra i membri e di raggiungere meglio l’umanità là dove si trova.

La Chiesa, e al suo interno la nostra Congregazione, è consapevole di quello stato di tensione inevitabile ad ogni spirito di cambiamento. La saggezza richiede equilibrio ed anche coraggio, per non farsi condizionare da chi ha paura del “nuovo”, come se fosse un attentato alle tradizioni, ma anche da chi disprezza la tradizione, optando per ideologie.

Padre Antonio Rafael do Nascimento, SDV

Superiore Generale dei Vocazionisti

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